Come promesso, iniziamo la nuova rubrica su filmmaking, cinema e tecnologia parlando di video a 360°: vedremo che cosa sono, come è possibile guardarli, come vengono realizzati e in che modo questa tecnologia sta cambiando il modo di raccontare e fruire i contenuti. Ma partiamo dall’inizio.

 

Che cos’è il video a 360°?

Il video 360°, spesso chiamato anche “video immersivo” o “video sferico”, è un video che è stato ripreso tramite speciali camere in modo da registrare simultaneamente in tutte le direzioni e avere quindi tutto l’ambiente circostante a 360 gradi.

Questi video sono poi fruiti in modo particolare rispetto ai video tradizionali: gli spettatori infatti possono scegliere in quale direzione guardare e quindi personalizzare l’esperienza.

I video a 360° possono essere registrati anche in 3D stereoscopico, permettendo cioè di percepire la profondità. Inoltre, possono essere accompagnati da una particolare tipologia di audio, detto audio spaziale, che permette allo spettatore di sentire le fonti sonore provenire dalla direzione corretta e coerente rispetto a dove sta guardando all’interno del mondo virtuale.

Un semplice esempio di video a 360°.

In breve, chi guarda un video a 360° utilizzando un adeguato visore per la realtà virtuale, avrà la sensazione di trovarsi in un altro luogo, potendo guardare liberante lo scenario intorno a sé in tutte le direzioni, percependo la profondità (e quindi la distanza) dei vari oggetti, e ascoltando i suoni ambientali provenienti da tutte le direzioni proprio come nell’esperienza reale.

Tutto questo rende la visione dei video a 360° un’esperienza molto d’impatto e, proprio per questo motivo, i contenuti progettati per questa tecnologia vengono definiti “immersivi“.

 

Il video a 360° è Realtà Virtuale?

Spesso sentiamo utilizzare il termine “Realtà Virtuale” (VR) come sinonimo dei video a 360°, ma in realtà non è esattamente così.

Come illustreremo nel prossimo articolo, un video a 360° può essere visualizzato su diversi dispositivi, è però vero che per vedere un contenuto a 360° nel modo più immersivo, è necessario utilizzare un caschetto per la realtà virtuale, e probabilmente è proprio per questo motivo che si crea un po’ di confusione: spesso con il termine “realtà virtuale” viene identificata qualsiasi cosa sia visibile tramite un visore.

Per definizione la realtà virtuale è caratterizzata dal fatto di avere 6 gradi di libertà nei movimenti della testa dello spettatore. Questo significa che non solo è possibile guardarsi attorno in tutte le direzioni, ma anche muovere la testa (ad esempio avanti e indietro o di lato) o in alcuni casi l’intero corpo. Inoltre, all’interno della definizione dei gradi di libertà non c’è solo la reazione allo stimolo visivo, ma anche il coinvolgimento di altri sensi, quindi aptico, uditivo, olfattivo, etc. In definitiva lo scopo ultimo della realtà virtuale è quello di creare una realtà che è completamente indistinguibile dal mondo reale, in tutti i sensi, compresa l’interazione che possiamo avere con gli oggetti che fanno parte di questo mondo virtuale.

Un esempio di contenuto in realtà virtuale fruito tramite HTC Vive.

Per semplificare, dobbiamo immaginarci la realtà virtuale come un videogioco in cui ci troviamo immersi: possiamo esplorare liberamente l’ambiente ed interagire con esso, abbassarci per guardare cosa c’è sotto un tavolo o percorrere un corridoio.

Al contrario, la maggior parte dei video 360 permette solo due gradi di libertà: muovere la testa in alto e in basso e a destra e sinistra. Trattandosi di riprese reali, chiaramente la resa visiva sarà molto realistica, tuttavia avremo meno libertà di movimento ed interazione rispetto alla realtà virtuale (almeno per ora…).

Per concludere, la definizione di realtà virtuale è sufficientemente ampia da opsitare al suo interno anche il video 360°, ma sarebbe più corretto, per via delle caratteristiche che abbiamo visto, riferirci ad essi in modo distinto.

 

E la Realtà Aumentata?

Discorso ancora a parte, ma doveroso da accennare per evitare ulteriore confusione, è quello della Realtà Aumentata (AR). Questa tecnologia consiste nell’arricchire la percezione che abbiamo con i nostri 5 sensi, tramite l’aggiunta di informazioni aggiuntive.

Gli esempi pratici sono i più diversi, dalla traduzione in tempo reale di testi inquadrati col nostro smartphone (Google Translate), all’amato/odiato Poken Go, dove al mondo reale che inquadriamo col nostro dispositivo vengono aggiunti i personaggi di fantasia della serie animata.

Un esempio di applicazione

La traduzione in tempo reale tramite realtà aumentat di Google Translate.

 

Abbiamo visto nel dettaglio che cos’è un video a 360°, ma in che modo è possibile guardarli e come cambia l’esperienza in base al dispositivo usato?  Dove trovo contenuti da visionare? A queste ed altre domande risponderemo nei prossimi articoli.

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