Nella vita quotidiana siamo abituati a sentire l’audio stereo o con sistemi surround (basta pensare alla tv o allo stereo).
Questi sistemi cercando di circondare lo spettatore con delle casse per dare un’idea di audio più realistico.
Però se ci pensiamo bene, sono sempre situazioni in cui lo spettatore viene circondato solo sul piano orizzontale.

Con l’audio spaziale si vuole cercare di avere un’immersione sonora totale e estremamente realistica dello spettatore, facendo sì che possa percepire i suoni provenire da tutte le direzioni, come nella realtà, anche dall’alto e dal basso, non solo intorno. Molti di voi potrebbero aver sentito parlare, o direttamente provato, il così chiamato “audio 8D“, che potremmo definire come una dicitura poco corretta e un po’ superficiale dell’audio binaurale. Ma andiamo con ordine cercando di fare un po’ di chiarezza.


Dolby Atmos

Il primo passo in questa direzione è stato fatto proprio al cinema con il Dolby Atmos, che è un sistema complesso di gruppi di speaker sparsi in tutte le direzioni della sala, compreso il piano verticale, e i suoni vengono associati a una posizione precisa da cui devono provenire rispetto all’immagine sullo schermo.

Facciamo un esempio: se nella scena di un film vediamo un elicottero passarci sopra, con questo tipo di audio sentiremo il suono arrivare e spostarsi dall’alto, mentre con un normale sistema surround sentiremo più che altro lo spostamento laterale del suono.
E’ molto importante, ovviamente, la posizione dello spettatore che non può essere casuale. Il sistema è studiato appositamente sulla sua posizione nella sala del cinema.
Ma c’è dell’altro.

Siamo arrivati a un punto in cui non serve per forza un sistema complesso come quello appena descritto, infatti la Dolby negli ultimi anni ha rilasciato l’Atmos consumer, fruibile e ascoltabile da chiunque su normali dispositivi senza bisogno di strumenti speciali.
Questa ovviamente è un’illusione perchè tutto il lavoro lo fa il nostro cervello, un po’ come succede con la visione in 3D.


L’Audio Binaurale

Facciamo l’esempio, più intuitivo, della nostra visione tridimensionale. Come noto, noi abbiamo due occhi ed è proprio il fatto che sono due che ci permette di percepire la profondità, perchè ogni occhio vede la stessa scena da un punto di vista leggermente diverso. La classica prova è questa: osservate il vostro dito tenendo un occhio chiuso alla volta. Vedrete che il dito da due prospettive diverse.


Semplificando, il cervello riceve queste due immagini e le fonde insieme dandoci l’informazione di profondità.
Quando guardiamo un film in 3D al cinema in realtà stiamo imbrogliando il nostro cervello, proiettando due immagini leggermente diverse, e tramite gli occhialini le indirizziamo in modo corretto agli occhi. Così abbiamo l’impressione di vedere la profondità, anche se siamo coscienti che lo schermo del cinema è piatto.

Tornando all’udito, succede una cosa molto simile quando ascoltiamo qualcosa. Abbiamo due orecchie e questo ci permette di percepire la direzione da cui derivano i suoni, tramite tre parametri.

Il primo, proprio come per gli occhi, è la differenza di tempo a cui un suono arriva alle orecchie. Un suono proveniente dalla mia sinistra arriverà prima al mio orecchio sinistro e subito dopo a quello destro. Questo tempo di differenza è impercettibile per noi ma è sufficiente per il nostro cervello per capire la direzione.

Il secondo parametro è l’ampiezza sonora, cioè il volume. Allo stesso modo se il suono viene da sinistra avrà un volume più alto per l’orecchio sinistro, che è più vicino alla fonte sonora, rispetto al destro.

Il terzo è il cosìdetto “pinna filter” e significa che l’anatomia stessa delle nostre orecchie non è afatto casuale. E’ questa forma che ci permette
di filtrare i suoni
in modo tale che il nostro cervello possa capire se provengono da davanti o da dietro rispetto a noi.
Provate a mettervi le mani dietro le orecchie e noterete quanto cambia la percezione dei suoni che abbiamo attorno, un po’ come quando abbiamo un cappuccio pesante: facciamo più fatica a capire da dove arrivano i suoni.

Il nostro cervello prende tutte queste informazioni e le elabora in quella che si chiama “fusione binaurale“. E’ questo il tipo di audio di cui si sente parlare adesso: l’audio binaurale.

L’audio binaurale produce un tipo di audio che è progettato in modo tale da tenere conto di tutti questi parametri e quindi ingannare il cervello, facendogli percepire un determinato suono provenire da una direzione precisa anche se lo stiamo ascoltando con delle normalissime cuffie, dal nostro computer o da un televisore.

Quindi, non servono per forza attrezzatura particolari o gruppi di casse per trasmettere il senso di spazialità.


Audio Ambisonico

La stessa cosa accade per la registrazione. Si può usare una tecnica, detta ambisonica, che utilizza un’attrezzatura molto particolare che simula in tutto e per tutto una testa umana in modo dettagliato, compresi i padiglioni auricolari, e dentro ha proprio due microfoni, uno per ogni orecchio.
In alternativa, esistono software specifici che permetteono di creare un audio ambisonico partendo da singole registrazioni tradizionali e piazzandole nello spazio per simularne la provenienza dalle varie direzioni. Un po’ come succede con la grafica 3d, ma per il suono.

L’unico problema che rimane è quello legato allo spettatore. Infatti, quando ascolto un audio spaziale con le cuffie e percepisco un suono provenire da davanti, se mi giro continuerò a sentire la spazialità della mia posizione di partenza, quindi il suono continuerò a sentirlo provenire da davanti, anche se la mia posizione è cambiata.


Audio Spaziale e Realtà Virtuale

La soluzione a questo arriva dalla realtà virtuale, che ad oggi è la migliore esperienza di audio spaziale per immersività e realisticità.
Questo perchè avendo addosso un visore che contiene dei sensori che permettono di capire anche la posizione di chi lo indossa, è possibile vivere a tutti gli effetti l’ascolto come nella realtà, anche se ci giriamo o ci spostiamo.
Sentiamo suoni provenire da ogni direzione in modo realistico e definito, e se ci spostiamo possiamo anche avvicinarci e allontanarci dalla fonte sonora, percependo il cambio di volume e la distanza, esattamente come nella realtà.


Come Ascoltare l’Audio Spaziale

E’ possibile provare questa esperienza con un normale smartphone dotato di giroscopio e delle cuffie. Potete cercare un video 360 su youtube registrato con questo tipo di audio (audio spaziale) e sperimentare in prima persona questa esperienza. Vi lasciamo qualche link.


Alcuni link di video con audio spaziale:


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