Torniamo a parlare di video a 360°.
Abbiamo già visto che cos’è il video a 360° e come si guarda, oggi vediamo insieme come si realizza un video di questo tipo.


Telecamere

Innanzitutto dobbiamo specificare che per fare un video a 360° non basta usare gli stessi strumenti del video tradizionale, poiché occorrono telecamere specifiche che siano in grado di riprendere tutto l’ambiente circostante.

Le camere per video a 360° si dividono sostanzialmente in due categorie:
● le telecamere native a 360°, sia consumer che destinate a professionisti, che possono realizzare video monoscopici (2D) e stereoscopici (3D), quindi dare anche il senso della profondità;
Molte permettono di registrare anche l’audio spaziale. Cosa significa? Vuol dire che se sento un suono venire da una direzione precisa e mi giro, la posizione di cui proviene rimane immutata e definita, proprio come nella realtà.

● le telecamere singole “tradizionali”, ossia non nate per il video a 360°, montate su RIG (ossia strutture e accessori assemblati appositamente) che ne permettono la sincronizzazione. In questo modo ogni telecamera riprenderà una porzione di spazio, fino a completare l’intero sfera che circonda il rig stesso. Anche con questa attrezzatura si possono realizzare video a 360° 2D o 3D, mentre l’audio spaziale deve essere registrato ovviamente separatamente.

Ognuna di queste soluzioni ha i suoi pro e i suoi contro. Le camere native per le riprese a 360° possono essere destinate sia ad un pubblico consumer sia ad un pubblico più professionale. Spesso sono collegabili allo smartphone che permette di avere un’anteprima in tempo reale da remoto o facilitare l’elaborazione successiva.

I RIG di camere sono più adatti ad un pubblico di professionisti. Alcuni RIG si trovano già pronti per essere comprati, ma la maggior parte viene costruita ad hoc a seconda dell’esigenza del singolo produttore spesso usando una stampante 3D. Sono molto più complessi (e spesso ingombranti) da usare, ma uno dei vantaggi sta nella qualità delle immagini potendo di fatto scegliere qualsiasi tipo di telecamera e lente da utilizzare in base all’esigenza.


Regia

E’ importante ricordare che con i video a 360° non può essere usata la regia tradizionale e che occorre trovare un nuovo linguaggio.
Questo comporta dei cambiamenti anche sul set e durante la registrazione del video, determinati proprio dal fatto che riprendiamo in tutte le direzioni, e quindi non è possibile per esempio per un regista assistere alla scena, in caso di fiction bisogna trovare un modo per nascondere le luci, i microfoni, etc. Inoltre, se parliamo di cinema, non possono più essere usati i set con la famosa quarta parete mancante.
Ma non è tutto.

Col video a 360° le inquadrature non esistono più o comunque diventano qualcosa di totalmente diverso.
Dobbiamo tenere presente che lo spettatore sarà letteralmente immerso nella scena e vedrà tutto. Non è quindi possibile pensare per esempio di mostrare solo un dettaglio.

Cambia il ritmo di montaggio, infatti lo spettatore ha bisogno di capire dove si trova e non è possibile variargli il mondo circostante troppo spesso e a ritmi sostenuti, altrimenti ne sarà disorientato.

I movimenti di macchina sono molto limitati poiché possono causare nausea, per questo vanno dosati, eseguiti molto lentamente e inseriti sempre prestando attenzione alla reazione dello spettatore.
Ma ancora più importante dobbiamo considerare che lo spettatore ha 360° gradi da guardare e questo farà si che si giri in ogni direzione. Pertanto non si ha mai la garanzia che osservi nella direzione precisa che vorrebbe il regista in un esatto momento.

Esistono dei trucchetti per far si che lo spettatore sia portato a girarsi in una determinata direzione, ma avendo totale libertà potrebbe potenzialmente anche essere girato di spalle proprio quando accade qualcosa nella direzione opposta. Questa caratteristica può essere usata anche a nostro vantaggio o in maniera creativa studiando per esempio un contenuto che può essere visto più volte e in cui lo spettatore può notare particolari o informazioni diverse nelle varie visioni a seconda di dove guarda.


Stitching

Una volta che le camere per il 360° hanno ripreso, a prescindere dal modello usato, deve avvenire un’operazione fondamentale: quella dello stitching in cui viene presa ogni porzione di spazio registrata da ogni lente e legata alle altre, per formare appunto la sfera del 360°. Un po’ come quando si fa una panoramica fotografica e si vanno a unire più foto dello stesso orizzonte prese a breve distanza l’una dall’altra.
Questa operazione, a seconda dei sistemi che si usano, può essere fatta in automatico all’interno della camera oppure tramite software dedicati che danno maggiore controllo.


Post-Produzione

In linea generale la post-produzione non è diversa da quella tradizionale e si possono grossomodo fare le stesse operazioni a livello di montaggio ed effetti speciali, ma bisogna ricordarsi che dopo lo stitching il formato del nostro video non è più tradizionale, ma un formato particolare in cui l’immagine sferica è deformata per renderla piatta e quindi visibile su un normale monitor.
Pertanto ogni alterazione, aggiunta di contenuto o effetto deve tenere conto di questo ed essere inserita “deformata” allo stesso modo.

Per capirci l’effetto è lo stesso di avere un mappamondo che viene “srotolato” per diventare un planisfero stampato su carta.
Se scriviamo qualcosa sul planisfero, come “ciao mondo” e lo leggiamo, lo vediamo corretto, ma se arrotoliamo nuovamente il planisfero sul mappamondo, la nostra scritta risulterà deformata.
Per questo motivo anche degli effetti molto semplici come l’aggiunta di titoli o grafiche devono essere fatte con software che supportano il video a 360°, perché applicano in automatico questa deformazione.
Ci sono anche moltissimi altri controlli sull’immagine come per esempio la possibilità di raddrizzare l’orizzonte o scegliere il punto di vista da cui si vuole iniziare il video, ecc.


Pubblicazione

Per poter vedere questo tipo di video bisogna esportare i filmati in formati adeguati alla destinazione, che sia un visore per la VR o un portale come youtube. Questo va fatto non solo dal punto di vista tecnico, ma anche perché servono dei metadati, ossia delle informazioni che dicono al software che lo legge che quello è un video a 360°, ma questa operazione ormai è inclusa in quasi tutti i programmi e le app di montaggio.


Questa era una panoramica molto veloce delle principali fasi che si attraversano per creare un video a 360°. Se siete interessati all’argomento o ad una fase specifica scriveteci nei commenti e, se ancora non li avete visti, andate a vedere i video dello stesso argomento che abbiamo già pubblicato sul canale.


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